The Illustrated Bartsch collection offers more than 50,000 images of Old Master European prints (engravings, etchings, woodcuts, etc.) from the 15th Century to the early 19th Century, embodying the work of hundreds of printmakers. This collection should be of value to a wide range of scholars, ranging from specialists in European prints to students of early modern European history, as well as religious, social, and political iconography. The collection is derived from one of the great art reference publications of the past quarter century, The Illustrated Bartsch (96 volumes, Norwalk, CT, Abaris Books, 1978 - ). The inspiration of General Editor Walter L. Strauss (1922 - 1988), himself a distinguished scholar in the field of 16th-century German prints, The Illustrated Bartsch is based on Adam von Bartsch's (1757-1821) authoritative but unillustrated catalog of Old Master prints. The digitized collection presently offers all of the images (scanned mostly from 5x7 in. black-and-white photographic prints, made directly from the original prints) and cataloging information found in this authoritative reference work.
martedì 24 marzo 2015
lunedì 9 marzo 2015
IL REGALO DI JIM DINE AL BRITISH MUSEUM: L'ARTISTA OTTANTENNE DONA OLTRE 200 DISEGNI ALL'ISTITUZIONE INGLESE
pubblicato sabato 7 marzo 2015 Jim Dine, celebre esponente della pop art americana e, secondo alcuni, del movimento neodadaista, ha regalato oltre 200 dei suoi dipinti al dipartimento stampe e disegni del British Museum. La collezione, che costituisce la donazione più importante del 2014, comprende molti dei dipinti che hanno reso famoso l’artista dell’Ohio: chiavi inglese, seghe, accappatoi, pennelli i soggetti preferiti da Dine, che lui ritrae come metafore di se stesso utilizzando vari mezzi espressivi, dalle xilografie, alle acqueforti fino alle litografie. Divenuto famoso grazie ai suoi happening, Dine prese parte alla mitica esposizione "New Painting of Common Objects” al Pasadena Art Museum, che consacrò quelli che divennero i grandi della pop art sulla scena artistica internazionale grazie alla lungimiranza del critico Walter Hopps. Le 234 opere regalate al British Museum sono state selezionate nell’intera produzione dell’artista da Stephen Coppel, curatore per il museo della sezione stampe moderne, che definisce la donazione come un regalo congiunto. Dine, da poco ottantenne, ha infatti parlato del generoso gesto come di un tributo ad Alan Cristea, il suo art dealer a cui deve molto del suo successo artistico. Le opere selezionate da Coppel coprono oltre vent’anni della sua carriera, dai primi anni 60 fino alla seconda metà degli anni 80, e offrono una panoramica completa del percorso creativo di Dine, che ha vissuto e lavorato a Londra durante gli anni della Swinging London. Una selezione delle opere dell’artista americano saranno esposte al British Museum fino alla seconda metà di giugno e faranno parte di una mostra che il museo sta organizzando per il 2017 sulla pittura americana post anni Sessanta.(Giulia Testa) | ||||||||||||||
venerdì 13 febbraio 2015
Giovanni Gargiolli versus Guido Guidi
Un fotografo appartenente ai primi anni della documentazione fotografica, Giovanni Gargiolli, fu il primo a documentare le opere d'arte e di architettura in tutta Italia per incarico dell?'allora appena nato Gabinetto Fotografico Nazionale. Su incarico di storici dell'arte della levatura di Adolfo Venturi, Pietro Toesca, archeologi come Corrado Ricci e Giacomo Boni, si avventuroer le strade d'Italia per quella missione che poi caratterizzera tutte le generazioni seguenti di fotografi dela gabinetto Fotografico Nazionale. Il suo Grand Tour documentalistico e visivi, ci regala un patrimonio di conessioni fra il paesaggistico, rurale antropologico, di rara bellezza e preziosita che l'ICCD ha voluto mettere in mostra abbinando l' esperienza di Guido Guidi, che fotografo contemporaneo ha voluto accostare le sue odierne interpretazioni, per. Reare una installazione di fotografia interattiva che viva del confronto fra i due punti di vista dal cronologico temporale all'antropologico, per arrivare al tecnico. L'accostamento particolarmente riuscito, si propone comeuno stimolo per il visitatore al confronto tematico e ai diversi punti di vista delle due esperienze visive, che in questo modo travalicano al distanza temporale per dialogare fra loro.
Fino al 13 marzo 2015 ICCD via di S. michele 18
martedì 27 gennaio 2015
Charles -Lucien Lèandre la tradizione della satira (1862-1934)
Caricaturista, disegnatore e litografo per diversi giornali, dopo la formazione presso E. Bin (1878-1895), e all'E'cole des Beaux Arts dove fu allievo di Cabanel, collaborò con diversi periodici tra i quali "Le Rire" e "Journal amusant". Entrò nel 1904 nella "Società dei pittori umoristi". Visse per lungo tempo nel quartiere di Montmartre e fu membro della Società dei Normanni di Parigi. Fra le sue opere le illustrazioni per una alcuni romanzi di narrativa, come "La vie de Boheme" e "Madame Bovary"
mercoledì 17 dicembre 2014
Festival della fotografia, l'immagine che sciocca
Una serie di mostre stanno celebrando quest'anno dedicato alla fotografia. Primo fra tutti il MACRO con il festival curato da Marco Delogu e che vede in mostra alcuni dei maggiori fotografi contemporanei mondiali. I temi sono vari e vanno dalla dimensione umana e animale che riporta alla dimensione disumana del mondo visto con gli occhi del sudafricano Roger Ballen che incontra l'ossessione degli uccelli con la sua rassegna intitolata " Asylum of the birds" che rispolvera un terrore vagamente hitchkockhiano in chi si aggira tra le sue opere. Nella serie dei ritratti vediamo un fotografo degli anni sessanta , Larry Fink che espone " The Beats" rievocando la migliore iconografia dei personaggi di una America del maccartismo ma ribelle e visionaria, calata nella sequenza delle strade dei sobborghi. La mostra inoltre ospita unrezioso album appartenente alla raccolta dell'Archivio di Stato di Roma, nel qualesono raccolti i ritratti dei detenuti anarchici, foto segnaletiche che lasciano stupiti per la giovane eta di quelli che venivano considerati dei rovinosi rivoluzionari.Si rimane sorpresi infine dalle opere di Asger Carlsen, impostate sulla suggestione dell' accostament di elementi assurdi a situazioni consuete come nel caso della fotografia intitolata "wrong".
venerdì 25 luglio 2014
La pietra e l'acciaio
La trasformazione della fotografia in Italia nello scorcio del 1860, diede un forte impulso al cambiamento del paese. Furono inaugurate altre modalita rispetto a quelle adottate dai precedenti canoni da Grand Tour, che ritraevano soprattutto antiche rovine, ritratti ingentiliti ed evocazioni storiche. Arriva l'acciaio e con esso le carrozze sono sostituite dal treno e dalle ferrovie che si impongono nel paesaggio rurale e lo trasformano. In questo pwriodo il viaggio si velocizza e anche le guide turistiche vengono corredate da nuove immagini soprattutto fotografiche, quelle di Murray e Baedeker che scatenarono la sorpresa del viaggiatore moderno. Si moltiplicarono le commissioni e in questo periodo nacquero molti studi fotografici commerciali che andarono dalla cinquantina presenti nel territorio nell'anno 1856 a quasi il triplo presenti nel1861. Le fotografie si trasformano da dagherrotipi a Calotipi In questo periodo nascono le grandi case fotografiche italiane come Alinari, che si occupano soprattutto di documentare le guide e affrontano ampie campagne fotografiche in tutto il territorio italiano per pubblicare immagini delle localita descritte nelle guide. La letteratura odeporica ha una nuova form, commerciale e significativamente didattica a largo raggio, coinvolge con la fotografia quella massa di turisti colti che proseguono la loro formazione visitando in loco i monumenti. La ferrovia che velocemente porta da una citta all'altra in tempo brevi contribuisce all'incremento di questo mercato che cambia le sorti del turismo italiano
giovedì 10 aprile 2014
Salvator Rosa : le ricette dell'acquaforte
Una mostra alle opere calcografiche del pittore e incisore fra i più studiati e misteriosi della storia dell'arte. Si è aperta ieri una mostra memorabile e particolare perchè rappresenta il coronamento di studi portati avanti da due generazioni, sull'artista napoletano. L'Istituto Nazionale per la Grafica ha presentato il lavoro di studio sulle acqueforti di Rosa, nello spazio espositivo della Stamperia. La collaborazione con la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, la Biblioteca Nazionale di Napoli, la Biblioteca dell'Accademia dei Lincei Corsiniana e la Biblioteca dell'Istituto di Archeologia e Storia dell'arte che riportano importanti documenti della conoscenza e della cerchia di Salvator Rosa che conosceva Ribera e Filippo Napoletano.Il cosiddetto "Codice Rosa" si può seguire il passaggio fra il disegno progettuale, la matrice e la stampa vera e propria.Il pittore barocco inizia a studiare a Napoli dove nasce nel 1615; va a scuola da Francesco Fracanzano suo cognato, e stabilisce alcuni contatti a Roma in un breve soggiorno con il Lanfranco e con i Bamboccianti per i quali poi proverà una profonda distanza artistica e propendendo sempre più per il grottesco. In seguito torna a Napoli e prosegue la sua opera con l'esecuzione di alcuni paesaggi che allora furono poco apprezzati in un mercato dominato da Battistello Caracciolo e dai seguaci. In seguito torna a Roma dove conosce Lorrain e in seguito a Firenze dove rimase per 8 anni come membro dell'Accademia dei Percossi muore poi a Roma nel 1673 ed è sepolto nella chiesa di S. Maria degli Angeli. L'esposizione comprende 97 acqueforti, 14 matrice e 3 disegni, il catalogo è stato curato da Rita Bernini funzionaria dell'Istituto e che ha ereditato gli studi con altri studiosi quali Gian Giotto Borrelli, Giuseppe Trassari Filippetto Interessante nella narrazione della mostra il ricettario per l'acquaforte, esposta in originale con alcuni schizzi.Sarà aperta dal 10 aprile al 29 giugno 2014
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